Come disse uno dei suoi visitatori, “questa terra avvolge i suoi ospiti in una sorta di incantesimo che essi non riescono a spezzare, neppure se lo vogliono”.

Durata 
12 giorni – 10 notti

IMPORTANTE 
Accompagnatore dall’Italia garantito con un minimo di 10 partecipanti

Partenza
26 Dicembre 2019 da Milano ( partenze da altri aeroporti su richiesta)

Voli
Di linea in classe economica

Trattamento
Come da programma

Trasporti
Auto, minibus o pullman privati a seconda del numero di partecipanti, con aria condizionata. È bene sapere che i mezzi di trasporto in queste zone possono essere di qualità modesta, con sospensioni piuttosto rigide.

 

PROGRAMMA

1° GIORNO
ITALIA – YANGON
Partenza in tarda serata con il volo di linea per Yangon, con arrivo il giorno successivo.

2° GIORNO
YANGON
Arrivo a Yangon, un tempo nota con il nome di Rangoon. Trasferimento e sistemazione in hotel.
Cena e pernottamento.

3° GIORNO
YANGON
Dopo la prima colazione trasferimento alla stazione ferroviaria di Yangon e partenza a bordo del treno circolare lento. Il giro di 20-30 minuti è un vero assaggio della vita locale. Arrivo alla stazione Kyee Myin Dine, quartiere nella zona nord-occidentale di Yangon. Visita del colorato mercato, quindi trasferimento nella vivace zona del centro di Chinatown per assistere alla produzione di pasta di riso e noodles. Proseguimento per una passeggiata verso Latha Street, con sosta per la visita ad un tempio cinese. Pranzo in un negozio di curry locale e proseguimento per il molo di Nanthida. Imbarco sul traghetto e traversata di 15 minuti per Dala. Dopo aver raggiunto Dala, visita in trishaw della pittoresca cittadina. Rientro in barca a Yangon, osservando la vita lungo il fiume.
Pensione completa.

4° GIORNO
YANGON – BAGAN
Dopo la prima colazione trasferimento all’aeroporto e partenza per Bagan, la capitale di molti antichi regni della Birmania e maggiore attrattiva del Paese. Ai tempi del suo massimo splendore, la città reale fu un centro cosmopolita per gli studi religiosi e secolari, e giunse ad avere una popolazione compresa tra i 50.000 e i 200.000 abitanti. I monarchi locali vi fecero costruire, nel corso di due secoli e mezzo, circa 1000 stupa, 10.000 edifici sacri minori e 3000 monasteri. I numerosissimi templi, diversi dei quali sono ancora in uso, erano consacrati alla fede buddhista e possono essenzialmente essere ricondotti a due tipologie architettoniche: lo stupa (qui detto zeidi) e il tempio a grotta. L’incredibile fioritura di edifici sacri a Bagan è dovuta al desiderio di creare luoghi di diffusione della fede, alla necessità di celebrare la gloria dei diversi sovrani, all’ansia di accumulare meriti per poter raggiungere il Nirvana e al bisogno di collocare convenientemente le sacre reliquie. Il risultato, a tutt’oggi, è senza eguali al mondo. All’arrivo, inizio delle visite di Bagan e Nyaung U, il centro moderno nei pressi del sito archeologico. Dopo un tour al variopinto mercato di Nyaung U la visita del sito archeologico inizia dalla Shwezigon pagoda, fatta costruire dal Re Anawratha all’inizio dell’XI secolo come centro di preghiera e meditazione della nuova fede Theraveda che il Re stava diffondendo a Bagan, prototipo di tutti i successivi stupa in Birmania, per poi proseguire con la pagoda di Bu Lei Thee, dalla quale si gode di una bella vista panoramica e il Thatbyinnyu, noto come il “tempio dell’onniscienza” che, con i suoi 61 metri di altezza, è l’edificio più alto di Bagan e il non lontano tempio di Ananda, straordinario edificio bianco dalla pianta a croce greca, che domina la pianura, considerato il capolavoro dell’architettura Mon e completato nel 1091. Le visite proseguono nel pomeriggio con il tempio di Manuha, costruito nel 1059 dal Re di Thaton, in stile Mon, e la pagoda di Nanpaya, un particolarissimo monumento in arenaria che si dice sia stato eretto sul sito del palazzo del Re Manuha, a base quadrata, che presenta ancora forti influenze brahmaniche. Al termine delle visite sistemazione in hotel.
Pensione completa.

5° GIORNO
BAGAN
Dedichiamo l’intera giornata alla visita delle zona archeologica di Bagan, che si estende su un’area di circa 100 chilometri quadrati. Sebbene la data di fondazione della città sia convenzionalmente fatta risalire all’874, è ormai certo che le sue origini siano assai più antiche; ad ogni modo, il periodo di maggiore splendore durò per poco più di due secoli, dal 1044 al collasso e all’abbandono, avvenuto poco dopo il 1287 in seguito alle ripetute invasioni mongole guidate da Kublai Khan. La città era sorta nella pianura centrale della Birmania, sulla sponda orientale del fiume Irrawaddy (o Ayeyarwaddy), per la strategica posizione lungo le vie carovaniere per l’India e la Cina: la grande piana, ora semiarida, era resa fertile da un complesso sistema irriguo e Bagan raggiunse una notevole prosperità. Oggi l’area dell’antica capitale è costellata da oltre 5000 monumenti, un migliaio dei quali ancora in buone condizioni nonostante il disastroso terremoto del 1975. Dell’architettura profana non è rimasto nulla, dal momento che abitazioni e palazzi erano costruiti in legno, così come la maggior parte dei monasteri e delle grandi biblioteche. Le visite iniziano con i templi della zona di Min Nan Thu, a 5 chilometri da Bagan: il tempio di Tayokepyay, la pagoda di Thone Zu e il tempio di Nandamanya, dalle incredibili pitture murali erotiche, neppure pensabili per un tempio Theraveda eppure presenti, con belle fanciulle che tentano di sedurre il Buddha. Al termine, visita del tempio-grotta di Kyat Kan. Nel pomeriggio, su un carro trainato da cavalli, si vedranno i templi e le pagode fuori dai tradizionali percorsi turistici, per terminare al tramonto con una breve crociera sul fiume ammirando il panorama spettacolare. Rientro in hotel.
Pensione completa.

6° GIORNO
BAGAN – MANDALAY
Dopo la prima colazione, trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Mandalay. La prima sosta è Amarapura, dove si visita il Monastero di Mahagandayon in cui vivono e studiano più di mille monaci. Si prosegue con il leggendario ponte pedonale di U Bein, a poca distanza da Amarapura: fu completato nel 1782 quando Amarapura era Capitale Reale e si estende per un chilometro e 200 metri sul lago Taung Tha Man. Formato da ben 1089 pali infissi nel fondale, questo è il più lungo (e antico) ponte in legno di teak del mondo. La città è sempre stata nota per le splendide sete ed i tessuti in cotone lavorato: si visita pertanto una manifattura di seta dove i tessuti vengono ancora prodotti con i metodi tradizionali. Nel pomeriggio un breve trasferimento sul fiume Myit Nge ci porta all’antica capitale di Inwa (Ava), che oggi si fa ammirare per le sue imponenti, romantiche rovine invase dalla vegetazione e i grandi templi restaurati di recente. A bordo di un carretto trainato da cavalli, si vedono l’antica torre di guardia di Nyanmyint, i resti del Palazzo reale, per poi visitare il monastero di Maha Aungmye Bonzan, costruito in mattoni e stucco e il monastero di Bargayar, famoso per i bellissimi lavori in legno. Le visite proseguono con la collina di Sagaing, che fu brevemente capitale della Birmania nel Settecento ed oggi è un importante centro religioso, con un gran numero di monasteri e templi buddhisti. Dalla collina di Sagaing l’occhio spazia sulla città e sul sinuoso corso dell’Irrawaddy. Al termine delle visite si giunge infine a Mandalay, sistemazione in hotel.
Pensione completa.

7° GIORNO
MANDALAY – ESCURSIONE A MINGUN
In mattinata partiamo per l’escursione a Mingun, antica città adagiata sulla sponda occidentale del fiume Irrawaddy (o Ayeyarwaddy), nella quale si conservano monumenti imponenti come la candida pagoda Settawya, nella quale è venerata un’impronta nel marmo del Buddha, il Pondawyapaya, sulle sponde del fiume, e la Shinbume Pagoda, un elegante tempio costruito nel 1816 dal nipote del re Bodawpaya in memoria di una delle sue mogli, morta di parto. La maggiore attrattiva del luogo è però il Mingun Pahtodawgy, un immenso parallelepipedo di mattoni eretto nel 1790 e che avrebbe dovuto essere il più grande stupa al mondo; un astrologo però predisse che il suo fondatore, il re Bodawpaya, sarebbe morto al completamento dell’edificio e questo venne dunque lasciato incompleto. Colpita da un terremoto nel 1839, la struttura oggi è ridotta a rudere, ma è pur sempre imponente. Nei suoi pressi si trova la campana in bronzo di Mingun, che avrebbe dovuto ornare l’immenso tempio: con le sue 90 tonnellate di peso è la più grande al mondo in grado di rintoccare. Nel pomeriggio, rientrati a Mandalay, si visita la pagoda Mahamuni, uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio dell’intera Birmania. La statua dorata e ornata di gemme preziose, posta al centro dell’edificio, è divinizzata in quanto ritenuta ritratto veritiero del Buddha e pertanto è assai venerata dal popolo. Nei dintorni del tempio potremo tra l’altro visitare le botteghe di alcuni scultori del legno e di orafi specializzati nella produzione delle foglie d’oro, che i fedeli portano in dono e offerta alle statue del Buddha. Le tappe successive sono il monastero di Shwenandaw Kyaung, costruito in legno di teak e un tempo parte dei possedimenti reali e la pagoda di Kuthodaw, la cui struttura centrale fu costruita nel 1857 sul modello della pagoda di Shwezigon di Bagan ed è circondata da 729 pitaka costruite in occasione di un sinodo buddhista, per ospitare una per una le tavole di marmo sulle quali, per la prima volta, fu registrato l’intero Tripitaka (il canone buddhista) in scrittura pali. La giornata termina con l’ascesa alla Mandalay Hill (con scala mobile!), un’alta collina dalla cui sommità si gode di un formidabile colpo d’occhio: ad Ovest scorre l’Irrawaddy, oltre il fiume si vedono le colline di Sagaing e Mingun, a Nord si estende la terra del riso e ad Est si intravede l’altopiano Shan color porpora. A Sud infine si trova la città di Mandalay al centro della quale si estende l’enorme complesso del Palazzo Reale, ormai distrutto. Al termine delle visite rientro in albergo.
Pensione completa.

8° GIORNO
MANDALAY – HEHO – PINDAYA – LAGO INLE
(Da Heho a Pindaya 59 km: 2 ore circa di strada asfaltata di montagna. Da Pindaya al Lago Inle 90 km: 2 ore e mezza circa di strada asfaltata)
In mattinata, dopo la prima colazione, trasferimento all’aeroporto e partenza con il volo per Heho. Da qui, trasferimento a Pindaya via strada. Pindaya è un piccolo centro che sorge tra i monti Shan ed è celebre per una grotta che si trova nelle sue vicinanze e contiene migliaia di statue del Buddha, di ogni dimensione, donate dai fedeli birmani e del resto del mondo. Una leggenda narra che nella caverna vivesse un ragno gigante, il quale teneva prigioniera una principessa; costei fu salvata da un principe che uccise il mostro con arco e frecce. Dal suo grido di vittoria (“Pingu ya!” “il ragno è morto”) prese origine il nome del luogo. Leggenda a parte, le oltre 9000 statue presenti nella grotta costituiscono uno straordinario catalogo dell’arte buddhista. La grotta non è però l’unica attrazione della regione, poiché il suolo particolarmente fertile ha dato origine a un paesaggio dalla forte impronta agricola, dove i contadini sono impegnati nelle loro attività quotidiane e molte piccole aziende a conduzione familiare producono una vasta gamma di manufatti utilizzando solo prodotti naturali; famosi sono gli ombrelli di carta, la cui materia prima proviene dalla lavorazione del gelso della carta. Le campagne producono in quantità cavoli, zucchine, zucche, patate e zenzero, che vengono distribuiti in tutte le regioni del Myanmar. Al termine delle visite proseguimento per Nyaung Shwe, il centro principale del Lago Inle. Sistemazione in hotel.
Pensione completa.

9° GIORNO
LAGO INLE
Dopo la colazione partenza in barca per una giornata ricca di emozioni sul bellissimo Lago Inle. Visitiamo dapprima la celebre pagoda di Phaung Daw Oo, un sontuoso tempio che ospita cinque statue del Buddha risalenti al XII secolo. Nel corso del tempo, i fedeli hanno applicato sulle statue innumerevoli foglie d’oro in segno di venerazione e riconoscenza, fino a renderle pressoché irriconoscibili, sebbene di tanto in tanto parte del prezioso metallo venga asportato dai monaci. Il lago è celebre per la particolare tecnica usata dai pescatori, che remano con una gamba restando in equilibrio sulle imbarcazioni con l’aiuto dell’altra gamba. Le placide acque sono punteggiate di isole e isolotti, oltre che da veri e propri orti galleggianti, costituiti da ciuffi di giacinti d’acqua, alghe e altro materiale vegetale tenuto insieme da pali di bambù, infissi nei bassi fondali e coperto da uno strato di terra. Su questi campicelli artificiali gli Intha, “i figli del lago”, coltivano fiori, verdura e frutta in quantità. I piccoli centri abitati, costruiti su palafitte, sono sparsi lungo le sponde del lago, tra templi e monasteri; talvolta si scorge un assembramento di barche, segno che è giorno di mercato. Dopo aver visitato il monastero di Nga Phe dove sono ospitate belle ed antiche immagini buddhiste, la giornata prosegue con la visita del ramo occidentale del lago, fino a raggiungere il remoto villaggio di Indein, interessante per immergersi nella vita quotidiana dei locali e per la presenza dello stupendo complesso di pagode di Shwe Indein. Il complesso sacro, risalente ai primi anni del XIII secolo, ospita circa 1600 stupa, alcuni restaurati di recente, altri completamente diroccati e inghiottiti dalla vegetazione; il luogo è ricco di fascino e di mistero, immerso in un pittoresco contesto paesaggistico. Nel tardo pomeriggio facciamo rientro al lodge.
Pensione completa.

10° GIORNO
LAGO INLE – HEHO – YANGON
In mattinata, dopo la prima colazione, trasferimento all’aeroporto di Heho e partenza con il volo per Yangon. All’arrivo primo tour della città: Yangon è la più importante città del Myanmar (l’attuale nome della Birmania), di cui fu la capitale dal 1886 fino al 2006. Situata nel sud del Paese, sulle rive dell’omonimo fiume, oggi è un importante porto commerciale e un vivace centro culturale, con i suoi 4 milioni di abitanti. Al periodo dell’occupazione britannica si deve l’affascinante stratificazione di stili architettonici coloniali e autoctoni, questi ultimi a loro volta influenzati sia dalla cultura cinese, sia da quella indiana. L’impronta indiana è riscontrabile nelle numerose pagode (templi) della città, ma anche nella calma dei suoi abitanti, che ricorda stili e ritmi di vita antichi e dona una gradevole sensazione di pace e tranquillità. Dapprima visitiamo la pagoda Shwe Dagon, un maestoso complesso religioso buddhista eretto nel XVIII secolo. Composto da uno stupa centrale, alto 98 metri e ricoperto in oro zecchino, circondato da innumerevoli tempietti e meta di continui pellegrinaggi, questo è il luogo di maggiore importanza e culto in città, oltre che l’emblema della nazione. Raggiungiamo poi la bella pagoda di Sule, in centro, dove la gente del posto si reca pregare ma anche per incontrarsi e scambiare quattro chiacchiere. Dopo aver visitato il Buddha reclinato di Chauk Htat Gyi, sistemazione in hotel. In serata cena di arrivederci.
Pensione completa.

11° GIORNO
YANGON – BANGKOK – ITALIA
Dopo la colazione le visite iniziano con il retaggio coloniale inglese: il tour panoramico ci conduce dapprima alla Myanmar Port Authority, al vecchio Police Commissioner’s Office, oggi Ufficio degli Affari Legali della città, la casa della Dogana, la “nuova” Corte di Giustizia, la Banca del Bengala. Dopo aver attraversato i Giardini Mahabandola dove si trova il Monumento all’Indipendenza, si scorge il vecchio Municipio dove si sosta per una fotografia. La visita prosegue con il vecchio “grande Magazzino” di Rowe & Co. costruito nel 1920, la vecchia “Alta corte” di Giustizia, la Rander House, che oggi ospita l’Ufficio delle Imposte, il quartier generale dell’Irrawaddy Flotilla (oggi Inland Water Transport), la Standard Chartered Bank e la Chiesa Cattolica di Yangon. Dopo pranzo abbiamo infine il tempo per passeggiare tra le bancarelle del vivacissimo mercato coperto di Bogyoke Aung San (in passato noto come Scott’s Market, chiuso il lunedì e i giorni festivi): in mezzo a questo autentico tripudio di merci, che vanno dagli oggetti per l’uso quotidiano al cibo e al vestiario, si trovano diversi negozi che offrono merci di pregevole fattura come statue in legno, antiche e moderne, stoffe, gioielli (la Birmania è celebre per i rubini). Rientro in hotel dove le camere saranno a disposizione fino al momento del trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia, via Bangkok. Arrivo a Bangkok e trasferimento in hotel.
Pensione completa.

12° GIORNO
BANGKOK – ITALIA
Prima colazione in hotel. Trasferimento in aeroporto e partenza con il volo di linea per il rientro in Italia, dove si arriverà in serata.


 

LA QUOTA COMPRENDE 

• I passaggi aerei internazionali con voli di linea linea Lufthansa da/per Milano e Bangkok Airways da/per Bangkok con 20 Kg di franchigia bagaglio

• I voli interni in Birmania con servizi di linea in classe economica con 20 kg di franchigia bagaglio

• Tutti i trasferimenti con veicoli con aria condizionata

• Sistemazione negli hotel indicati in apertura al tour

• I pasti dettagliati nel programma

• Cenone di Capodanno

• Visite ed escursioni come da programma

• Ingressi durante le visite guidate

• Assistenza di personale locale qualificato e di guida specializzata parlante italiano, accompagnatore dall’Italia per i gruppi a partire da 10 partecipanti

• Assicurazione “Multirischi” inclusa (Annullamento Viaggio, Bagaglio, Assistenza alla Persona e Spese Mediche, Interruzione Soggiorno, Famiglia Sicura)

LA QUOTA NON COMPRENDE 

• Visto di ingresso in Birmania (Euro 60, da richiedere obbligatoriamente prima della partenza)

• Le tasse aeroportuali e di sicurezza (Euro 570 circa) e le tasse aeroportuali pagabili unicamente in loco

• Bevande, mance e quant’altro non espressamente indicato.

Quota di partecipazione in camera doppia a partire da Euro 3.810

La quota di partecipazione è calcolata utilizzando una “tariffa aerea speciale” in classe economica. In fase di prenotazione, se non ci fosse disponibilità nella classe speciale, la quota potrebbe subire delle variazioni di prezzo.

Supplemento per sistemazione in camera singola Euro 710